Linee Guida per il controllo del Green Pass nel mondo del lavoro

A partire da domani,15 ottobre, fino al 31 dicembre per l’accesso ai luoghi di lavoro sarà obbligatorio il possesso di Certificazione verde. Questo quanto stabilito dal D.L. 127/2021 e dalle linee guida per il controllo del green pass nel mondo del lavoro pubblicate il 12 ottobre.

Sono ormai settimane che se ne parla ma rivediamo insieme i punti cardine per fare chiarezza in vista di domani.

Cos’è il Green Pass?

La certificazione verde Covid-19 non è un documento sanitario, bensì un QR generato quando si è in una della seguente condizione:

  • la somministrazione del vaccino anticovid 19;
  • l’esito negativo di un tampone molecolare nelle ultime 72 ore precedenti;
  • l’esito negativo di un tampone antigenico rapido nelle 48 ore precedenti;
  • avvenuta guarigione dal Covid-19 nei sei mesi precedenti.

 

A chi si applica? 

L’obbligatorietà del green pass riguarda tutti i soggetti che svolgono la propria attività lavorativa presso i propri uffici o presso i propri clienti.

A partire da domani tutti i lavoratori in ambito PUBBLICO e PRIVATO, inclusi i soggetti che svolgono la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato anche sulla base di contratti esterni, rientreranno in questo obbligo.

 

A chi non si applica? 

Questa disciplina non si applica ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale, i quali non saranno sottoposti ad alcun controllo, previa trasmissione della relativa documentazione sanitaria al medico competente di riferimento. 

Per i soggetti in attesa di rilascio di valida certificazione verde e che ne abbiano diritto sarà possibile avvalersi dei documenti rilasciati, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche e private, dalle farmacie, dai laboratori di analisi, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta.

Inoltre, non si applica ai clienti o a tutti i soggetti che fanno il loro ingresso nei locali dell’azienda per motivazioni diverse da attività lavorative. Come ad esempio: clienti e corrieri. 

 

Dove, Come e Chi svolge i controlli?

Il Certificato Verde dovrà essere esibito su richiesta per accedere ai luoghi di lavoro.

Per esigenze organizzative dell’azienda il controllo potrebbe essere effettuato in un ufficio adiacente all’ingresso. In organizzazioni in cui gli ingressi sono flessibili potrebbe essere introdotto un secondo controllo ad un ipotetico orario di fine ingressi.

Le modalità possono essere definite dal Datore di Lavoro con il supporto dei consulenti.

In particolare, entro domani, il Datore di Lavoro dovrà aver redatto una procedura di verifica del Green Pass contenente le modalità del controllo che saranno adottate, nonché le motivazioni di tali scelte.

Oltre alla procedura di verifica, sarà compito del Datore di Lavoro individuare e nominare con atto di nomina formale i soggetti verificatori e consegnar loro la designazione di soggetti autorizzati ai sensi del Regolamento europeo 679/2016 (GDPR). 

Tutti i dipendenti dovranno ricevere anche l’informativa sul trattamento dei dati ai sensi dell’art. 13 GDPR.

Le modalità di controllo sono liberamente stabilite dal datore di lavoro.

Il controllo potrà avvenire a tappeto o su un campione, preventivamente stabilito nella procedura di riferimento, assicurando un criterio di rotazione che garantisca un controllo uniforme di tutti i lavoratori.

Ad oggi la normativa non prevede una percentuale minima di verifiche per il privato mentre per il pubblico tale percentuale si attesta al 20%.

Il datore di lavoro, in casi eccezionali, per specifiche e comprovate esigenze organizzative volte a garantire l’efficace programmazione del lavoro, può richiedere una verifica preventiva il green pass in anticipo. Questo, però, solo fino a 48 ore prima del giorno o del turno di lavoro, rispetto al momento previsto per l’accesso in sede.

Il controllo deve essere effettuato giornalmente, il datore di lavoro non può richiedere copia della certificazione verde o richiedere la motivazione del green pass, la data di scadenza o nemmeno conservare alcuna informazione.

Il controllo potrà essere effettuato mediante l’uso dell’app ministeriale Verifica C-19 e specifiche piattaforme indicate nella comunicazione del Garante Privacy sull’argomento.

Il soggetto preposto al controllo è il datore di lavoro, il quale può delegare questa funzione con atto scritto un soggetto. 

I soggetti preposti al controllo del possesso della certificazione verde per i lavoratori provenienti da agenzie di somministrazione sono sia la società di somministrazione che l’azienda presso la quale il lavoratore svolge la propria prestazione.

Il libero professionista o il lavoratore autonomo, quando accede ai luoghi di lavoro pubblici o privati per lo svolgimento della propria attività lavorativa, verrà controllato dai soggetti individuati come responsabili della verifica in quella sede.

 

Lavoratori senza Green Pass

Il mancato possesso della certificazione verde o la mancata esibizione della stessa da parte del lavoratore non permette l’accesso al luogo di lavoro. Pertanto, costui non potrà entrare nel luogo di lavoro. 

Il lavoratore al quale non è stato consentito l’accesso sarà registrato e considerato come assente ingiustificato. Dunque, non avrà diritto allo stipendio e al versamento di qualsiasi altra componente della retribuzione. Questo vale anche per componenti di natura previdenziale, avente carattere fisso e continuativo, accessorio o indennitario, previsto per la giornata di lavoro non prestata. Il tutto fino alla presentazione della Green pass valido.

Nel caso di aziende con meno di 15 dipendenti, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione. In ogni caso, tale periodo non deve essere superiore a dieci giorni, rinnovabili per una sola volta.

Lavoratore che accede senza Green Pass

Nel caso di un lavoratore che accede al luogo di lavoro senza il possesso della certificazione verde Covid-19, il datore di lavoro potrà effettuare una segnalazione alla Prefettura, ai fini dell’applicazione della sanzione amministrativa alla quale il lavoratore è soggetto, che va da 600 a 1.500 euro.  

Nel caso in cui il datore di lavoro sia inadempiente alle regole di controllo del green pass rischia una sanzione amministrativa che va da 400 a 1.000 euro.

Non viene esclusa la responsabilità penale nel caso di alterazione o falsificazione della certificazione verde Covid-19 o di utilizzo della certificazione altrui.

In merito all’applicazione di sanzioni disciplinari è previsto che, per i lavoratori non in possesso della certificazione verde COVID-19 o qualora risultino privi della già menzionata al momento dell’accesso al luogo di lavoro, non vi siano conseguenze disciplinari e che abbiano diritto alla conservazione del rapporto di lavoro.

 

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