REATI DI OMICIDIO COLPOSO E LESIONI GRAVI O GRAVISSIME IN VIOLAZIONE NELLE NORME PER SICUREZZA SUL LAVORO  E COVID

D.LGS 231/2001 ART. 25 SEPTIES

Il grave momento di crisi globale ha travolto le imprese, che devono adattarsi a diversi provvedimenti normativi, modificando la propria struttura organizzativa e il modo di gestire le prestazioni lavorative al fine di garantire la tutela della salute dei lavoratori. 

Al contempo il datore di lavoro ha l’esigenza di operare in un contesto di regole certe in ordine ai propri doveri e responsabilità.

Emerge il tema della responsabilità del datore di lavoro anche sotto il profilo dell’impatto della pandemia sul sistema della responsabilità amministrativa degli enti, ai sensi del D.lgs. 231/2001.

D.lgs. 231/2001, cosa prevede? 

Il sistema introdotto dal D.lgs. 231/2001 prevede la responsabilità amministrativa degli enti nel caso in cui soggetti in posizione apicale o soggetti sottoposti alla direzione o vigilanza di questi ultimi commettano, nell’interesse o a vantaggio dell’ente, uno dei reati indicati espressamente nel testo del D.lgs. 231/2001. 

Ai fini dell’esonero della responsabilità è necessario che:

  • l’ente abbia adottato ed efficacemente attuato un proprio modello di organizzazione, gestione e controllo idoneo a ridurre il rischio di commissione dei reati presupposti;
  • sia stato costituito un organismo di vigilanza deputato a verificare la tenuta e il rispetto dei modelli organizzativi e che lo stesso non ometta di svolgere o svolga in maniera insufficiente la propria attività di vigilanza;
  • il reato sia stato commesso eludendo fraudolentemente il modello organizzativo

 

Il rischio da contagio Covid-19 nelle imprese potrebbe rappresentare la concretizzazione del reato sanzionato all’art. 25 septies del D.lgs. 231 del 2001, relativo all’omicidio colposo e alle lesioni gravi e gravissime commessi in violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute e sicurezza sul lavoro.

Inoltre, è lo stesso Decreto Cura Italia, all’art. 42, comma 2, a sancire la riconducibilità “dei casi accertati di infezione da Coronavirus (Sars-Cov-2) in occasione di lavoro” nel novero degli infortuni sul lavoro.

La natura incerta e imprevedibile della malattia e della sua progressione impediscono al datore di lavoro di avere a disposizione le esperienze e le competenze scientifiche necessarie a valutare adeguatamente un rischio di questo genere e le sue conseguenze.

Alla luce di ciò, il datore di lavoro non può essere chiamato ad individuare autonomamente le misure necessarie a contenere il rischio da contagio da Covid-19. Tale compito deve essere demandato alle Autorità pubbliche.

Infatti, sono state disposte una serie di misure di contenimento del contagio, come il “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” del 14 marzo 2020 ed il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2020 che forniscono indicazioni operative volte ad aiutare le imprese nell’adozione di efficaci misure precauzionali idonee a contenere e contrastare l’epidemia di Covid-19. 

Laddove le misure di prevenzione attuate non siano idonee ad evitare la propagazione del coronavirus nell’ambito dell’attività lavorativa, la malattia o il decesso dei lavoratori contagiati, l’ente potrebbe subire una contestazione ai sensi dell’art 25-septies del D.lgs. 231/2001 (“Omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro”). 

In altre parole, nel caso in cui non fossero osservate le norme di sicurezza per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro, questo potrebbe comportare per il datore di lavoro il rischio di incorrere in responsabilità ai sensi del D.Lgs 231/2001 nel caso si verifichi un contagio in ambito lavorativo.

Pertanto, un ente che abbia tempestivamente ed efficacemente attuato le misure predisposte dall’Autorità, difficilmente potrà vedersi contestato un caso di contagio sulla base dell’inadeguatezza delle misure, posto che si tratta di misure rese obbligatorie per legge.

L’accertamento della responsabilità dell’ente, in caso di contagio, verterà solamente sul piano della rigorosa attuazione delle misure di prevenzione del contagio Covid-19 e non anche sull’efficacia delle stesse e sulla riconoscibilità, a priori, del rischio stesso già definita a livello centrale.

Il datore di lavoro deve dare attuazione scrupolosa delle disposizioni adottate dall’Autorità e  deve vigilare sul rispetto delle regole da parte dei lavoratori. 

L’attività di controllo e vigilanza spetta anche ad un altro soggetto, l’Organismo di vigilanza. 

L’organismo di vigilanza ha il compito di curare l’aggiornamento del modello di organizzazione, gestione e controllo e di vigilare sul funzionamento e l’osservanza dello stesso non attribuisca allo stesso. 

Con riferimento allo specifico rischio connesso in maniera diretta all’emergenza epidemiologica (es. il rischio afferente la salute e sicurezza sul luogo di lavoro), il compito dell’OdV di vigilare sul funzionamento e sull’osservanza del modello organizzativo si traduce nella verifica del sistema aziendale e conformazione alle disposizioni normative dettate per la gestione della situazione emergenziale.

 

Conclusione

In un contesto di straordinarietà dovuto all’emergenza epidemiologica appare opportuno che gli OdV, nell’espletamento dei propri compiti di vigilanza sul funzionamento e sull’osservanza dei modelli organizzativi e di cura dell’aggiornamento degli stessi, forniscano il loro importante contributo evidenziando alle aziende i potenziali rischi rilevanti sotto i profili di cui al D.lgs. 231/2001 e sollecitando, qualora necessario, l’adozione di idonee misure di prevenzione. 

Dall’altro lato, gli organi aziendali dovranno attentamente valutare il sistema di compliance adottato, al fine di implementare e potenziare, se necessario, i presidi di controllo nonché le misure per prevenire la commissione dei reati presupposto sopra descritti.

 

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