REATI INFORMATICI e TRATTAMENTO ILLECITO previsti dal D.LGS. 231/2001

 

Nell’articolo di oggi riprendiamo il nostro approfondimento sui reati informatici previsti dal D. Lgs. 231/2001.

 

DIFFUSIONE DI APPARECCHIATURE, DISPOSITIVI O PROGRAMMA INFORMATICI DIRETTI A DANNEGGIARE O INTERROMPERE UN SISTEMA INFORMATICO – ART. 615 QUINQUIES

“Chiunque, allo scopo di danneggiare illecitamente un sistema informatico o telematico, le informazioni, i dati o i programmi in esso contenuti o ad esso pertinenti ovvero di favorire l’interruzione, totale o parziale, o l’alterazione del suo funzionamento, si procura, produce, riproduce, importa, diffonde, comunica, consegna o, comunque, mette a disposizione di altri apparecchiature, dispositivi o programmi informatici, è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa sino a euro 10.329.”

L’art. 615 quinquies disciplina la diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informativi diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico.

La norma tutela il domicilio del soggetto inteso come proiezione spaziale della persona non solo materiale ma anche immateriale. 

Il bene giuridico oggetto di tutela è la riservatezza informatica e la indisturbata fruizione del sistema informatico da parte del gestore.

Questo reato si realizza quando il soggetto, allo scopo di danneggiare illecitamente un sistema informatico o telematico, le informazioni, dati o programmi in esso contenuti, ovvero a favorire l’interruzione totale o parziale o l’alterazione del suo funzionamento si procura, produce, riproduce, importa, diffonde, comunica, consegna o mette a disposizione di altri apparecchiature, dispositivi o programmi informatici.

Tale delitto punisce le condotte premonitorie rispetto al danneggiamento, tra le condotte rilevanti troviamo procurarsi, riprodurre, importare, diffondere, comunicare o, comunque, mettere a disposizione di altri le apparecchiature, i dispositivi o i programmi in questione.

  

INTERCETTAZIONE, IMPEDIMENTO O INTERRUZIONE DI COMUNICAZIONI INFORMATICHE O TELEMATICHE – ART. 617 QUATER

Chiunque fraudolentemente intercetta comunicazioni relative a un sistema informatico o telematico o intercorrenti tra più sistemi, ovvero le impedisce o le interrompe, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni. […]

L’art. 617 quater cp disciplina un reato contro la libertà individuale, rientrante dei delitti contro l’inviolabilità dei segreti. La ratio della norma è garantire la libertà e la segretezza della comunicazioni telematiche.

La norma prevede la tutela della inviolabilità delle comunicazioni a distanza tra due o più soggetti.

E’ reato quando il soggetto, fraudolentemente, intercetta comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico o intercorrenti tra più sistemi, o le impedisce o le interrompe o il soggetto soggetto rivela, mediante qualsiasi mezzo di informazioni al pubblico, il contenuto delle predette comunicazioni.

La condotta punita è l’azione fraudolenta di intercettare informazioni, interromperle o impedirle. 

Il secondo comma prevede la medesima pena nei confronti di chi riveli pubblicamente il contenuto delle comunicazioni captate fraudolentemente da altri.

Nel comma 4 sono previste poi alcune circostanze aggravanti specifiche, qualora il fatto sia commesso in danno di un sistema informatico dello Stato, oppure sia commesso da un pubblico ufficiale con abuso dei poteri o con abuso della qualità di operatore del sistema, o se commesso da chi eserciti, anche abusivamente, la professione di investigatore privato.

  

INSTALLAZIONE DI APPARECCHIATURE PER INTERCETTARE, IMPEDIRE O INTERROMPERE COMUNICAZIONI INFORMATICHE O TELEMATICHE – ART. 617 QUINQUIES

“Chiunque, fuori dei casi consentiti dalla legge, installa adeepparecchiature atte a intercettare, impedire o interrompere comunicazioni relative a un sistema informatico o telematico ovvero intercorrenti tra più sistemi, è punito con la reclusione da uno a quattro anni. La pena è della reclusione da uno a cinque anni nei casi previsti dal quarto comma dell’articolo 617 quater.”

L’installazione di apparecchiature volte a intercettare, impedire od interrompere comunicazioni informatiche o telematiche è un delitto contro la persona.

L’art. 617 quinquies tutela la libertà e la segretezza, inviolabilità della comunicazioni telematiche a distanza tra due o più soggetti. Il reato si realizza quando un soggetto installa apparecchiature atte a svolgere una delle precedenti attività.

La norma punisce fatti preparatori all’intercettazione, impedimento o interruzione di comunicazioni.

Il secondo comma prevede un’aggravante specifica nel caso in cui il fatto sia commesso in danno di un sistema informatico dello Stato o sia commesso da un pubblico ufficiale con abuso dei poteri o con abuso della qualità di operatore del sistema, o se commesso da chi eserciti, anche abusivamente, la professione di investigatore privato.

 

DANNEGGIAMENTO DI INFORMAZIONI, DATI E PROGRAMMI INFORMATICI – ART. 635 BIS

“Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque distrugge, deteriora, cancella, altera o sopprime informazioni, dati o programmi informatici altrui è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione da sei mesi a tre anni. Se il fatto è commesso con violenza alla persona o con minaccia ovvero con abuso della qualità di operatore del sistema, la pena è della reclusione da uno a quattro anni.”

L’art. 635 bis cp disciplina il danneggiamento di informazioni, dati e programmi altrui, il bene giuridico tutelato è il patrimonio.

La norma è stata introdotta per adeguare la normativa italiana alle nuove forme di manifestazione della criminalità informatica e apprestare così una tutela penale al diritto all’inviolabilità dei beni informatici.

Il reato si realizza quando il soggetto distrugge, deteriora o rende inservibile sistemi informatici o telematici altrui. Le condotte punite sono la distruzione, deterioramento, cancellazione, alterazione o soppressione di informazioni, dati o programmi informatici altrui.

Gli ultimi quattro reati informatici saranno esaminati nei prossimi articoli.

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