Riconoscimento facciale e biometrico: nuove tecnologie e i loro rischi

 

La campagna vaccinale è ormai partita e sta procedendo nonostante i problemi di distribuzione. Abbiamo già affrontato in parte alcuni dei nodi giuridici sollevati dai vaccini.

Diverse sono le soluzioni allo studio tipo pass o app, per rendere l’informazione sull’essersi vaccinati o meno come condizione per l’accesso a determinati locali o per la fruizione di taluni servizi, come hotel, aeroporti, stazioni, palestre o addirittura in paesi stranieri.
L’Europa inizia a pensare a eventuali passaporti vaccinali attestanti l’avvenuta vaccinazione e non sono pochi coloro che nutrono dubbi e perplessità al riguardo.

Parere del Garante

Uno dei primi ad esprimere il proprio parere è stato proprio la nostra Autorità di Controllo, il Garante ha infatti dichiarato “I dati relativi allo stato vaccinale.

Sono dati particolarmente delicati e un loro trattamento non corretto può determinare conseguenze gravissime per la vita e i diritti fondamentali delle persone: conseguenze che, nel caso di specie, possono tradursi in

  • discriminazioni,
  • violazioni e
  • compressioni illegittime di libertà costituzionali”

La possibile discriminazione può nascondersi anche dietro un’innocente spilletta indicante l’adesione alla campagna vaccinale, almeno questo è ciò che affermano i sindacati. Questi hanno ipotizzato un possibile uso discriminatorio di tale informazione nei confronti dei lavoratori che, per loro ragioni personali, avessero deciso di non aderire alla campagna non solo alla campagna di sensibilizzazione ma anche a quella vaccinale.
La mancanza di un obbligo normativo nazionale sia in materia di tutela della salute che in materia di protezione di dati rende altamente pericoloso pertanto il trattamento di tali dati soprattutto se messo in atto da operatori privati o singole istituzioni.

Parere dell’Unione Europea

E l’Ue cosa dice in proposito? E’ imminente la decisione della Commissione Europea sul tanto discusso passaporto vaccinale per viaggiare in Europa.

L’applicazione conterrà diverse informazioni: certificato di avvenuta vaccinazione anti-Covid o i risultati dei tamponi per chi ancora non è stato immunizzato e, in caso di malattia pregressa, l’attestazione di piena ripresa.
Il tutto ovviamente in modo conforme al Gdpr.

Il nuovo passaporto europeo potrebbe prendere spunto proprio da un’iniziativa italiana, quella della Regione Veneto, in particolare dall’app VaccinAzioni Veneto.

Questo strumento, già in uso per quanto riguarda la gestione ordinaria dei vaccini, potrà a breve contenere anche le informazioni relative alla vaccinazione anticovid senza però sostituire il certificato ufficiale di vaccinazione, che può essere rilasciato esclusivamente dall’ente pubblico che la esegue.
Come avete già compreso le prossime decisioni politiche nazionali ed europee saranno cruciali non solo per ripresa della normalità anche per continuare a proteggere i nostri dati.

Continuate a seguirci, Noi saremo qui a tenervi aggiornati.

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